diritto - Gennaio 2005 - Copyright-Copyleft

Creative Commons, oltre il diritto d'autore


È uno dei dilemmi nati con Internet e la sua diffusione: difesa della proprietà intellettuale e commerciale delle opere creative o libera circolazione delle idee. Tra i due estremi, spuntano le Creative Commons.


Nel dibattito sul valore culturale di Internet, fin dai primi tempi è apparsa subito netta una dicotomia tra i difensori del diritto d'autore e i fautori della libera circolazione delle idee. In termini riassuntivi, copyright o copyleft? Ogni opera dell'ingegno apre un possibile dibattito su questo tema, che si tratti di musica, testi o filmati fa poca differenza. Con la complicazione della transnazionalità del Web e quindi della difficoltà d'adattamento delle normative dei singoli Paesi. Per esempio, benché per semplificare si dica copyright o copyleft, in realtà il copyright è concetto del diritto anglosassone (e statunitense in particolare) che non corrisponde in pieno al diritto d'autore italiano.

Il problema del diritto d'autore

I due estremi sono chiari, almeno semplificando fin dove possibile. I difensori del diritto d'autore, in sostanza, si richiamano alle singole normative degli Stati per individuare in ogni creazione dell'ingegno un'opera protetta - commercialmente e/o intellettualmente a seconda delle legislature. I fautori del copyleft, invece, propugnano per Internet la possibilità di far circolare liberamente le idee (e le opere): no ai diritti di proprietà e commerciali sulle opere, con il riconoscimento della sola paternità morale e intellettuale delle stesse.
In realtà, le due posizioni non sono così semplici, ma tanto basta a inquadrare per sommi capi il problema.

Il progetto Creative Commons

La prima considerazione che possono fare i neofiti di tali problematiche è se non sia possibile una mediazione tra le due posizioni. Più o meno, è il ragionamento che sta alla base del progetto Creative Commons, nato negli Stati Uniti nel 2001. Creative Commons ha sede nella prestigiosa Stanford Law School e vive grazie all'impegno di esperti di informatica e di diritto: l'obiettivo, in parte già raggiunto, è quello di consentire di destinare al pubblico dominio creazioni dell'ingegno o di mantenere il diritto d'autore su di esse, e contemporaneamente garantirne il libero utilizzo per determinati scopi e a determinate condizioni. Il tutto nel più rigoroso rispetto delle normative vigenti in ogni singolo stato. Il progetto, infatti, si dirama dagli Stati Uniti in diversi Paesi del mondo, compresa l'Italia, dove il progetto ha avuto di recente un nuovo impulso.

La mediazione possibile

Quando un autore decide di avvalersi di una licenza Creative Commons per una sua opera d'ingegno, nel suo sito comparirà un'icona specifica con la dicitura "Alcuni diritti riservati" ("Some rights reserved"). Da lì, ogni visitatore potrà puntare al link del sommario della licenza specifica, in modo che tutti possano conoscerne gli estremi esatti ed attenersi ad essi. La violazione dei termini della licenza permette di proseguire con azioni legali per far valere i propri diritti. Perché le licenze Creative Commons tutelano il diritto d'autore, in maniera diversa rispetto al metodo tradizionale. In generale, infatti, le varie licenze hanno caratteristiche comuni di tutela del diritto d'autore e di concessione - per così dire - a terzi per gli usi legittimi stabiliti dalle licenze stesse. Tra i diritti del licenziante, il più importante riguarda la possibilità di decidere quali limiti alla diffusione imporre (per esempio, l'uso dell'opera a fini commerciali) e conseguentemente la concessione dell'autorizzazione al licenziatario per compiere le azioni permesse. Inoltre, caratteristiche comuni delle licenze sono l'inalterabilità dei termini stessi della licenza, l'impossibilità di impedire ulteriori fruizioni e utilizzi leciti (in linea con la licenza) dell'opera, il riferimento esplicito dell'autore e della fonte dell'opera in ogni citazione. Di contro, i licenziatari hanno la possibilità - attenendosi alle indicazioni della licenza - di copiare e distribuire l'opera, di mostrare e riprodurre (in ogni modo) l'opera pubblicamente e attraverso media digitali o media differenti da quello originale. Le licenze hanno valore in tutto il mondo per un periodo di tempo parificato a quello del diritto d'autore (70 anni).

Le licenze in Italia

Le licenze Creative Commons attualmente disponibili in Italia sono quattro. Queste licenze danno la massima garanzia dei diritti d'autore e di libera circolazione così come ripensati dall'organizzazione. Al tempo stesso, sono perfettamente rispondenti alle normative giuridiche italiane. Le quattro licenze possono essere anche utilizzate in combinazione tra di loro, là dove ciò non crei problemi d'interpretazione. In questo modo le possibilità complessive di tutela del diritto d'autore salgono a sei. Vediamo in dettaglio le quattro licenze base.
Attribution / Attribuzione della paternità. L'autore permette il massimo uso dell'opera: la sua copia, la sua distribuzione, la sua pubblicazione. Vale anche per le opere derivate, ossia opere che utilizzano e rielaborano il materiale originale. Il tutto, però, deve avvenire soltanto sotto la condizione che chi compie tale azione citi chiaramente autore e fonte dell'opera.
Non commercial / Non commerciale. Vale come la precedente licenza, ma la condizione posta in essere questa volta è che il licenziatario non abbia propositi commerciali. Se li ha (anche in maniera indiretta) è necessario che ottenga l'autorizzazione dall'autore dell'opera originale. Se per esempio si vogliono utilizzare delle fotografie tutelate da questa licenza per una rivista in vendita al pubblico o su abbonamento è necessaria l'autorizzazione dell'autore delle foto.
No derivative works / Inalterabilità dell'opera. L'autore permette la copia, la distribuzione o la riproduzione dell'opera soltanto a condizione che la copia sia letterale e nell'interezza dell'opera. Eventuali modifiche dell'opera non sono concesse ed è necessaria l'autorizzazione dell'autore originale.
Share alike / Stessa licenza. Riguarda le opere derivate e in pratica permette che l'opera sia rielaborata e riutilizzata soltanto a condizione tutte le opere che ne derivano siano distribuite tramite l'identica licenza dell'originale.
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