Creative Commons, oltre il diritto d'autore
È uno dei dilemmi nati con Internet e la sua diffusione: difesa della proprietà
intellettuale e commerciale delle opere creative o libera circolazione delle idee. Tra i due estremi, spuntano le Creative Commons.
Nel dibattito sul valore culturale di Internet, fin dai primi tempi è apparsa subito netta una dicotomia tra i difensori del diritto
d'autore e i fautori della libera circolazione delle idee. In termini riassuntivi, copyright o copyleft? Ogni opera dell'ingegno apre un
possibile dibattito su questo tema, che si tratti di musica, testi o filmati fa poca differenza. Con la complicazione della
transnazionalità del Web e quindi della difficoltà d'adattamento delle normative dei singoli Paesi. Per esempio, benché
per semplificare si dica copyright o copyleft, in realtà il copyright è concetto del diritto anglosassone (e statunitense in
particolare) che non corrisponde in pieno al diritto d'autore italiano.
Il problema del diritto d'autore
I due estremi sono chiari, almeno semplificando fin dove possibile. I difensori del diritto d'autore, in sostanza, si richiamano alle singole
normative degli Stati per individuare in ogni creazione dell'ingegno un'opera protetta - commercialmente e/o intellettualmente a seconda
delle legislature. I fautori del copyleft, invece, propugnano per Internet la possibilità di far circolare liberamente le idee (e le
opere): no ai diritti di proprietà e commerciali sulle opere, con il riconoscimento della sola paternità morale e
intellettuale delle stesse.
In realtà, le due posizioni non sono così semplici, ma tanto basta a inquadrare per sommi capi il problema.
Il progetto Creative Commons
La prima considerazione che possono fare i neofiti di tali problematiche è se non sia possibile una mediazione tra le due posizioni.
Più o meno, è il ragionamento che sta alla base del progetto
Creative Commons, nato negli Stati Uniti nel 2001. Creative Commons ha sede nella
prestigiosa Stanford Law School e vive grazie all'impegno di esperti di informatica e di diritto: l'obiettivo, in parte già raggiunto,
è quello di consentire di destinare al pubblico dominio creazioni dell'ingegno o di mantenere il diritto d'autore su di esse, e
contemporaneamente garantirne il libero utilizzo per determinati scopi e a determinate condizioni. Il tutto nel più rigoroso rispetto
delle normative vigenti in ogni singolo stato. Il progetto, infatti, si dirama dagli Stati Uniti in diversi Paesi del mondo, compresa
l'Italia, dove il progetto ha avuto di recente un
nuovo impulso.
La mediazione possibile
Quando un autore decide di avvalersi di una licenza Creative Commons per una sua opera d'ingegno, nel suo sito comparirà un'icona
specifica con la dicitura "Alcuni diritti riservati" ("Some rights reserved"). Da lì, ogni visitatore potrà puntare al link
del sommario della licenza specifica, in modo che tutti possano conoscerne gli estremi esatti ed attenersi ad essi. La violazione dei
termini della licenza permette di proseguire con azioni legali per far valere i propri diritti. Perché le licenze Creative Commons
tutelano il diritto d'autore, in maniera diversa rispetto al metodo tradizionale. In generale, infatti, le varie licenze hanno
caratteristiche comuni di tutela del diritto d'autore e di concessione - per così dire - a terzi per gli usi legittimi stabiliti
dalle licenze stesse. Tra i diritti del licenziante, il più importante riguarda la possibilità di decidere quali limiti alla
diffusione imporre (per esempio, l'uso dell'opera a fini commerciali) e conseguentemente la concessione dell'autorizzazione al licenziatario
per compiere le azioni permesse. Inoltre, caratteristiche comuni delle licenze sono l'inalterabilità dei termini stessi della
licenza, l'impossibilità di impedire ulteriori fruizioni e utilizzi leciti (in linea con la licenza) dell'opera, il riferimento
esplicito dell'autore e della fonte dell'opera in ogni citazione. Di contro, i licenziatari hanno la possibilità - attenendosi alle
indicazioni della licenza - di copiare e distribuire l'opera, di mostrare e riprodurre (in ogni modo) l'opera pubblicamente e attraverso
media digitali o media differenti da quello originale. Le licenze hanno valore in tutto il mondo per un periodo di tempo parificato a quello
del diritto d'autore (70 anni).
Le licenze in Italia
Le licenze Creative Commons attualmente disponibili in Italia sono quattro. Queste licenze danno la massima garanzia dei diritti d'autore e
di libera circolazione così come ripensati dall'organizzazione. Al tempo stesso, sono perfettamente rispondenti alle normative
giuridiche italiane. Le quattro licenze possono essere anche utilizzate in combinazione tra di loro, là dove ciò non crei
problemi d'interpretazione. In questo modo le possibilità complessive di tutela del diritto d'autore salgono a sei. Vediamo in
dettaglio le quattro licenze base.
Attribution / Attribuzione della paternità. L'autore permette il massimo uso dell'opera: la sua copia,
la sua distribuzione, la sua pubblicazione. Vale anche per le opere derivate, ossia opere che utilizzano e rielaborano il materiale
originale. Il tutto, però, deve avvenire soltanto sotto la condizione che chi compie tale azione citi chiaramente autore e fonte
dell'opera.
Non commercial / Non commerciale. Vale come la precedente licenza, ma la condizione posta in essere questa
volta è che il licenziatario non abbia propositi commerciali. Se li ha (anche in maniera indiretta) è necessario che ottenga
l'autorizzazione dall'autore dell'opera originale. Se per esempio si vogliono utilizzare delle fotografie tutelate da questa licenza per
una rivista in vendita al pubblico o su abbonamento è necessaria l'autorizzazione dell'autore delle foto.
No derivative works / Inalterabilità dell'opera. L'autore permette la copia, la distribuzione o la
riproduzione dell'opera soltanto a condizione che la copia sia letterale e nell'interezza dell'opera. Eventuali modifiche dell'opera non
sono concesse ed è necessaria l'autorizzazione dell'autore originale.
Share alike / Stessa licenza. Riguarda le opere derivate e in pratica permette che l'opera sia rielaborata e
riutilizzata soltanto a condizione tutte le opere che ne derivano siano distribuite tramite l'identica licenza dell'originale.
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